Scadenza triennio ECM 2020-2022, cosa succede ora?

Prima di tutto, va ricordato che il triennio 2023-2025 è regolarmente iniziato il primo gennaio 2023. Ciò significa che tutti i professionisti risultati in regola con il termine del triennio 2020-2022, hanno avuto la possibilità di cominciare subito ad accumulare i crediti ECM necessari per colmare il loro fabbisogno formativo relativo al triennio in corso.

La delibera 2/23 della Commissione nazionale per la formazione continua regola, all’articolo 2, il funzionamento e i tempi della procedura di trasferimento crediti per il triennio 2020-2022. Tale procedura implica il passaggio di crediti accumulati in un triennio a un altro in cui si verifichi un deficit formativo. È consentita solo ai professionisti che non sono certificabili nel triennio 2020-2022 e che quindi necessitano di trasferire crediti formativi per colmare questa lacuna. Si tratta di un processo che il singolo professionista può eseguire autonomamente attraverso la piattaforma Cogeaps, senza la necessità di comunicare nulla al proprio Ordine di appartenenza o all’ente competente.

Nella stessa delibera viene stabilito che “l’acquisizione dei crediti formativi relativi al triennio 2020-2022 è consentita fino al 31 dicembre 2023”. Ciò significa che non sono previste ulteriori proroghe.

L’articolo 2 stabilisce poi che il trasferimento di crediti al triennio 2020-2022 è consentito fino al 30 giugno 2024, al fine di permettere ai provider di accreditare i crediti e ai professionisti di effettuare il trasferimento necessario.

I provider hanno 90 giorni dalla conclusione del corso per inviare i rapporti di fine evento all’ente accreditante e al Cogeaps. Da marzo a giugno 2024, i professionisti che hanno usufruito della proroga possono spostare i crediti dal triennio 2023-25 al 2020-22, evitando sanzioni, purché i corsi siano scaduti entro il 31 dicembre 2023. Questa regola riguarda soprattutto i Corsi FAD, poiché la loro durata può attraversare due anni diversi, e i crediti non sono validi se il corso termina dopo il 31 dicembre 2023.

Va inoltre ricordato che chiunque risulti non in regola con i trienni 2014-2016 e 2017-2019 può ancora regolarizzare la propria posizione, in virtù di quanto stabilito dall’ultimo decreto Milleproroghe. La certificazione dell’assolvimento dell’obbligo formativo per questi periodi potrà essere conseguita attraverso crediti compensativi, definiti secondo provvedimento della Commissione nazionale della formazione continua (che però non è ancora arrivato).

Rischio sanzioni e questione assicurativa

Le sanzioni cui può andare incontro un professionista sanitario sono quattro.

Si parte con l’avvertimento, ovvero un richiamo volto a spronare il professionista verso un comportamento più adeguato; si può arrivare poi alla censura, che rappresenta una dichiarazione di biasimo per il comportamento tenuto; è poi prevista la sospensione dall’Ordine di appartenenza, che può variare da un minimo di un mese a un massimo di sei mesi; nei casi di colpa grave si può arrivare anche alla radiazione dall’albo.

Inoltre, a partire dal triennio 2023-2025 formazione e assicurazioni saranno strettamente legate. È infatti imminente l’approvazione dei decreti attuativi della Legge Gelli-Bianco sulla responsabilità professionale degli esercenti la professione sanitaria. Questi decreti garantiranno la piena attuazione della norma che lega i crediti ECM (nella misura del 70%) all’efficacia della copertura assicurativa. I professionisti che non raggiungeranno questa percentuale nel triennio 2023-2025 saranno esclusi dalla copertura assicurativa, trovandosi quindi privi di protezione in caso di contenzioso a loro carico.

Su questo argomento, il ministro Schillaci è stato molto chiaro. In una recente intervista ha infatti dichiarato che quello di rimanere senza assicurazione è “un rischio che nessun professionista deve correre. Per evitarlo ci basta fare quello che è il nostro lavoro: continuare ad aggiornarci, rispettare l’obbligo ECM, per assicurare ai pazienti le migliori e più moderne cure possibili”.