Ogni donna è una storia d’amore

25 novembre

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

 

 

2.435.000

2milioni 435 mila è il numero di donne che negli ultimi cinque anni hanno subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale e se a queste si aggiunge la violenza verbale il numero aumenta in maniera vertiginosa.

Il 25 novembre ricorre la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, una data che ogni anno ci ricorda che in questa società progredita e sviluppata c’è una categoria segnata da abusi, stupri, maltrattamenti e morte.

Fa riflettere che nel 2023 debba essere istituita una giornata dedicata alla sensibilizzazione di determinati temi e fa tristemente riflettere che esistano ancora parole come “violenza contro le donne” tanto da far nascere un termine che mette i brividi: femminicidio.

Fa riflettere, sconcertare e vergognare che gli artefici di tanta malvagità siano uomini che si arrogano il diritto di credersi superiori, invincibili, e proprietari di donne nate libere tanto quanto loro.

Donne che sono figlie, sorelle, madri, compagne di scuola, vicine di casa. Donne con futuri tutti da costruire, sempre se non si incontra un mostro travestito da uomo, che le convince che oltre alle carezze esistono anche gli schiaffi, che non si può uscire con le amiche, che si deve restare a casa, che non esistono solo lacrime di gioia, che la libertà ha dei limiti e che questo è amore.

Occhi splendidi che ogni anno si spengono per i motivi più impensabili. Ad ogni femminicidio, quasi ogni giorno ormai, rimaniamo pietrificati mentre guardiamo quei visi sorridenti che riempiono televisioni e giornali. Immagini di tempi lontani dalla violenza e pieni di speranza. Occhi che hanno guardato in faccia un uomo violento che metterà fine a quei sorrisi.

Spesso per ricordare queste donne meravigliose si organizzano delle fiaccolate silenziose, sui palchi, negli stadi e nei programmi tv viene dedicato loro un minuto di silenzio, ma è proprio il silenzio che bisogna combattere. È in questi spazi che, al contrario, si deve iniziare ad urlare. Urlare per chi subisce, urlare per tutte quelle donne che non ci sono più, urlare contro tutti quegli uomini che hanno spezzato vite e futuri, urlare sempre più forte fino a smuovere concretamente le coscienze di tutti, urlare fino alla fine dell’ultima violenza e mentre queste urla squarciano il cielo costruire una cultura rispettosa delle differenze di genere e contraria ad ogni tipo di discriminazione.

 

NON SOLO IL 25 NOVEMBRE MA SEMPRE