NewsPubblicazioniRassegna stampa

Quattro chiacchiere con…

Giovanni ha 29 anni e lavora in Inghilterra presso il Surgical Assessment Care Unit / ED (Emergency Department) del St. Helier University Hospital NHS Trust

  • Da quanto tempo lavori all’estero?

Lavoro all’estero da 4 anni e mezzo.

  • Quali sono le motivazioni che ti hanno portato a lavorare fuori dall’Italia?

Le motivazioni che mi hanno portato a fare questa scelta sono state la mancanza di un posto fisso disponibile nell’immediato dopo aver conseguito la laurea e la volontà di intraprendere una esperienza lavorativa diversa dall’ambiente italiano. Capire ed integrarmi con i sistemi/linee guida/protocolli utilizzati all’estero ed ovviamente il sofisticato ambiente lavorativo inglese costituito da moltissime figure all’interno degli ospedali e la possibilità di specializzazioni e carriere molto diverse.

  • Come sta affrontando l’emergenza Covid-19 il Regno Unito?

Come tutti ben sappiamo è un momento molto difficile per il mondo intero. Ad oggi sono state introdotte misure di restrizione come la “social distance” ovvero il mantenere la distanza da altre persone di almeno 2 metri quando si è fuori da casa.

Dopo il lockdown emanato dal Primo Ministro il 19/3/20 tutti i pub, bar, clubs, ristoranti, palestre e luoghi di agglomerazione o ritenuti non indispensabili sono stati chiusi.

Il “stay at home” è diventato in poco tempo parte integrante della comunità.

Sul sito del governo raccomandano solo di uscire per shopping (se non fatto online) di prima necessità e di lavorare da casa se possibile, ed ovviamente il consueto lavaggio delle mani. E’ ancora consentita un’uscita al giorno per attività fisica, mantenendo sempre le distanze di sicurezza. 

  • Come si comportano gli Inglesi nei confronti di questa emergenza e quali cambiamenti ha apportato alla vita di tutti i giorni?

Stanno reagendo positivamente, anche se secondo il mio parere c’è ancora molta gente per le strade. Parchi pieni di runner, o troppe persone nello stesso momento all’interno  per esempio di un supermercato.

  • Come viene informato e aggiornato il Paese su questa emergenza?

Ovviamente tramite le tv nazionali è sempre possibile essere aggiornati sul tema e poi molti volantini e poster per la città. Ogni giorno riceviamo dall’ospedale news riguardanti l’andamento dei casi all’interno dello stesso e aggiornamenti su ambito nazionale. Il sito del governo viene aggiornato giornalmente con update riguardanti le norme vigenti.

  • Quali azioni hanno messo in campo gli ospedali per far fronte a questa emergenza?

Per quanto riguarda il mio ospedale sono state emanate diverse azioni. Sono stati creati reparti all’interno dello stesso riservati esclusivamente a pazienti affetti da covid-19. Sono poi state allestiste altre sale per la terapia intensiva e nuovi posti letto.  Le attività elettive sono state bloccate e vengono eseguite solo le emergenze.

Molto personale sanitario, medici/infermieri etc,  è stato “downgraded”, cioè agli stessi è stato cambiato l’abituale posto di lavoro (o competenze) per fare fronte all’emergenza.

  • Quali DPI mette a disposizione il NHS per il personale sanitario?

L’interno degli ospedali è stato diviso in diverse aree, in base ai differenti pazienti che accolgono, in colori:  ROSSO/AMBRA/VERDE. 

Area rossa :

ffp3 / camice a lunghe maniche antirepellente / Visor(visiere) o occhiali / Cuffie / Guanti

Aree ambra:

mascherina chirurgica(FFP3 se paziente sospetto o confermato) / camice / guanti

Area VERDE:

Precauzioni standard

  • Quali sono le notizie e le informazioni che giungono dall’Italia?

Si sente molto parlare del numero dei contagi molto elevato soprattutto nel nord Italia, terapie intensive piene e la sanità quasi al collasso.  L’aver ricevuto aiuti dalla Cina, Cuba , Albania. L’aver ampliato le terapie intensive e l’aver reclutato molti infermieri e medici al fine di far fronte all’emergenza anche se con contratti a  breve termine.

  • Secondo la tua personale esperienza, il sistema sanitario Inglese è pronto a fronteggiare l’emergenza Covid-19?

Al momento credo siamo indietro rispetto all’Italia facendo riferimento al numero di contagiati e a livello di dispositivi di protezione individuale utilizzati all’interno delle strutture ospedaliere. Facendo riferimento alla domanda precedente come già detto in alcune zone non si ha l’obbligo dell’utilizzo delle mascherine (zone verdi).

Il personale sanitario risente molto questa situazione e non si sente abbastanza protetto.

  • Covid-19: quali differenze vedi tra Italia e Regno Unito?

Credo che l’Italia stia dando più possibilità nell’effettuare tamponi a persone e personale sanitario che manifesta sintomi. Qui invece a molti miei colleghi è stato consigliato (anche se con sintomi) di stare a casa in self isolamento per 7 giorni ed essere monitorati senza la possibilità di poter eseguire un tampone. Se l’andamento del sintomo persiste consigliano di contattare il numero dedicato all’emergenza Covid-19 e seguire le procedure. A chiunque viva nella stessa casa della persona sintomatica sospetta di Covid-19 viene chiesto di isolarsi per 14 giorni.

Credo l’Italia stia dando delle risposte molto concrete e che possano essere prese come spunto dalle altre nazioni.

Un ringraziamento a Giovanni per la disponibilità, e un augurio a lui e a tutti i colleghi italiani che lavorano all’estero e stanno combattendo questa battaglia.

Tags

Ti potrebbe interessare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close