ECM – Avezzano – La multidisciplinarietà nel setting trasfusionale

La multidisciplinarietà nel setting trasfusionale

10 dicembre 2026

ore 14:20

Sala Formazione – PO Avezzano

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RAZIONALE E FINALITÀ

La trasfusione è l’ultimo anello di una catena lunga, che comincia molto prima del letto del paziente: la chiamata e la selezione del donatore, la donazione, la lavorazione e la qualificazione dell’unità, gli esami immunoematologici, l’assegnazione, la consegna e infine la somministrazione con il controllo del paziente. Ogni passaggio è affidato a una professione diversa, e la sicurezza del risultato dipende da come questi passaggi si parlano.

La reazione trasfusionale da incompatibilità AB0 è un evento sentinella: il Ministero della Salute vi ha dedicato la Raccomandazione n. 5 (marzo 2008, poi aggiornata), che concentra le azioni di prevenzione sul prelievo dei campioni, sulla richiesta degli emocomponenti e sulla loro gestione e consegna. Il DM 2 novembre 2015 chiede procedure di identificazione univoca di paziente, campioni e unità. Sono punti in cui medico, infermiere e tecnico lavorano sullo stesso oggetto in momenti diversi.

Il corso segue il percorso donatore – emocomponente – ricevente: ciascun relatore presenta il proprio pezzo dentro il disegno intero, e la sessione finale li mette insieme per riconoscere i punti di passaggio in cui l’errore nasce o si ferma.

OBIETTIVI

Far conoscere ai partecipanti l’intero percorso trasfusionale e il ruolo di ciascuna professione, per migliorare la comunicazione fra i professionisti e la sicurezza del donatore e del paziente.

Al termine del corso il partecipante sa:

  • descrivere le tappe del percorso, dalla selezione del donatore alla trasfusione, e chi ne è responsabile;
  • riconoscere i criteri di idoneità alla donazione, le sospensioni e le reazioni avverse nel donatore;
  • spiegare come un’unità di sangue diventa emocomponente qualificato, conservato e assegnato;
  • indicare i test pretrasfusionali e il senso della richiesta appropriata;
  • applicare i controlli di identificazione del ricevente, del campione e dell’unità, fino al letto del paziente;
  • riconoscere una reazione trasfusionale, sapere cosa fare nei primi minuti e come segnalarla (emovigilanza);
  • individuare, in un caso, i punti di passaggio fra le professioni in cui l’errore si previene.

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